Nuovi ritrovamenti a Pompei: un cavallo e una tomba

I ritrovamenti a Pompei sembrano non avere mai fine, nonostante gli scavi e gli studi effettuati in ogni angolo del sito, continua ad avere in serbo sorprese dall’incredibile valore storico e culturale.

Tra i ritrovamenti a Pompei, quello che stiamo per raccontarvi è di sicuro uno dei più curiosi.

Ad effettuare la scoperta, infatti, non sono stati archeologi e studiosi, ma dei tombaroli!

In fondo si sa: la zona degli scavi di Pompei è assediata dai tombaroli, ossia quei soggetti che effettuano scavi archeologici, ma in modo abusivo e, nella quasi totalità dei casi, per trarne profitto personale.

Dall’agosto 2017, Parco Archeologico di Pompei, Procura della Repubblica di Torre Annunziata e Carabinieri del nucleo tutela patrimonio culturale di Napoli e del Gruppo di Torre Annunziata hanno lavorato fianco a fianco e coordinato il loro lavori nella stessa stessa direzione e con uno scopo ben preciso: permettere l’avvio dello scavo per continuare le indagini e salvare il patrimonio archeologico dalle mani dei tombaroli.

Il ritrovamento è avvenuto in una villa situata oltre la Porta di Nola, fuori la cinta muraria di Pompei, e i tombaroli sono stati scoperti in tempo e denunciati ai Carabinieri.

Oggetto della scoperta è stato un cavallo da parata, del quale è stato fatto un intero calco: prima volta in assoluto negli scavi di Pompei.

Nella villa, è stata rinvenuta una stalla ed è proprio al suo interno che sono stati ritrovati degli animali, all’epoca sorpresi dall’eruzione, di cui sono rimasti anch’essi vittime.

L’esemplare ritrovato è un cavallo, che si ritiene essere utilizzato durante le parate, in quanto era di dimensioni considerevoli ed era rivestito con finimenti in ferro e bronzo.

Della villa sono emersi una serie di ambienti di servizio, tutti conservati con una compostezza impressionante.

Inoltre, è stata rinvenuta anche una tomba con uno scheletro, ma di epoca successiva all’eruzione: tale scoperta è la dimostrazione del fatto che i pompeiani siano tornati ad abitare la zona anche dopo il 79 d.C.

Insieme a questi due ritrovamenti principali, sono state trovate tracce anche di anfore, un letto in legno parzialmente conservato e del quale è stato possibile effettuare un calco e utensili da cucina per utilizzo quotidiano.

Grazie all’utilizzo di accurate ricostruzioni con il laser scanner, le indagini svolte dagli inquirenti e dagli archeologi che vi hanno preso parte hanno permesso di risalire alla fitta rete di vicoli realizzati clandestinamente dai tombaroli: lunga 60 metri, con gallerie alte 80 cm e larghe 60 cm circa.

Pompei non smette quindi di stupire e il duro lavoro degli archeologi prosegue instancabile per portare alla luce quanto ancora c’è da scoprire, ma anche per difendere il nostro patrimonio!

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